Stringi i denti! Quando lo stress notturno rovina il sorriso

Milioni di italiani soffrono di bruxismo, un disturbo legato a stress e ansia che colpisce anche i bambini. Le conseguenze vanno dall’usura dei denti al mal di testa, fino alle apnee notturne.

 

Dopo una notte di sonno ci si può svegliare con un indolenzimento alle tempie o alla mandibola e ai muscoli masticatori: potrebbe essere bruxismo. Un disturbo che in Italia colpisce 15- 18 milioni di persone, tra cui i bambini. Il bruxismo è un contatto anomalo dei denti, che sfregano con forza (il digrignamento) oppure si stringono causando la contrazione dei muscoli presenti all’angolo della mandibola. Questo comporta non solo l’indolenzimento, ma può causare anche cefalea muscolo-tensiva, in quanto il serramento forte dei denti si accompagna alla contrazione di collo e spalle. Altre conseguenze sono un’anomala usura dei denti e persino scheggiature in quelli naturali o “figli” di lavori odontoiatrici. Ed è proprio l’odontoiatra che spesso si accorge per primo di questo disturbo controllando il cavo orale. “In caso di bruxismo – ha spiegato il dottor Maurizio Maggioni, direttore sanitario della Clinica Dentale Pianeta Sorriso – è possibile notare l’usura dei denti, ma anche se c’è un eccessivo sviluppo dei muscoli masticatori”. Tra gli altri segnali, “l’ipercheratinizzazione delle guance”, ha aggiunto il medico:leucoplachia e/o lichen planus.

 

Gli studi hanno permesso di individuare, come causa scatenante del disturbo, problemi come tensione nervosa, stress, ansia e il senso di competizione nello sport e nella vita. Viene quindi ridimensionata la vecchia ipotesi che il bruxismo fosse legato a un problema di malocclusione o dell’apparato masticatorio. Gravi incongruenze protesiche e/o dentali determinano una instabilitĂ  occlusale che con la vita frenetica e lo stress sono quindi tra le cause di questo disturbo, a cui si aggiungono il vizio del fumo o il consumo di alcolici. Tra i giovani, può anche essere una conseguenza dell’uso di alcune droghe sintetiche. Il bruxismo può comunque interessare anche i bambini, sebbene spesso questo faccia parte del normale processo di sviluppo. Non si deve però mai trascurare il quadro generale perchĂŠ “digrignare i denti – ha precisato il dottor Maggioni – può essere una spia che indica che il bambino è in difficoltĂ , magari è in una situazione di stress per la scuola”.

 

Neanche per gli adulti è bene trascurare il bruxismo, e non solo perchĂŠ rovina i denti, comporta indolenzimento o può disturbare il sonno altrui. Questo problema mina anche la propria qualitĂ  del sonno, perchĂŠ non di rado si accompagna a scatti improvvisi delle gambe. Inoltre, “da recenti studi – ha rilevato il dottor Maggioni – è emerso che spesso si associa ad apnee notturne”.

 

Il medico bergamasco consiglia quindi uno stile di vita piĂš sano, con ritmi meno stressanti e cercando di evitare l’alcol, il fumo e il caffè soprattutto di sera. L’ideale è poi rivolgersi al proprio medico prima che questo disturbo notturno rovini il proprio sorriso e il sonno e le articolazioni temporo-mandibolari.

I consigli per evitare questi effetti sono molto generici

PerchĂŠ il bruxismo non è solo un fastidio, magari per chi dorme accanto. Può avere conseguenze. Un’anomala usura dei denti e la presenza di scheggiature sia della dentatura naturale sia di lavori odontoiatrici come corone, intarsi, faccette e otturazioni. Spesso poi compaiono anche indolenzimento nella zona delle tempie, della mandibola e dei muscoli masticatori che, lavorando in continuazione senza motivo, vanno incontro a contratture che possono provocare cefalea muscolo-tensiva anche perchĂŠ la contrazione dei denti si accompagna a quella di collo e spalle. “Stringi i denti!”
E, in effetti, non solo per modo di dire, i denti si stringono quando siamo sottoposti ad uno stress prolungato. È il bruxismo, un disturbo in continuo aumento caratterizzato da iperattivitĂ  dei muscoli masticatori. “I denti dovrebbero entrare in contatto tra loro solo durante la masticazione dei cibi e, occasionalmente, durante la deglutizione mentre in caso di bruxismo si toccano in modo anomalo attraverso il digrignamento, cioè lo sfregamento forte, oppure attraverso il serramento che provoca la contrazione della mandibola, spiega Maurizio Maggioni, gnatologo dal 1986 e socio dell’Accademia Internazionale di Gnatologia U.S.A.

 

Il problema è nella testa
La notizia è che gli specialisti sono oggi convinti che non dipenda affatto, come si riteneva, da un problema di malocclusione o comunque dell’apparato masticatorio; ora la ricerca ha chiarito che si tratta di una patologia collegata al sistema nervoso centrale: “Infatti tra i fattori predisponenti ci sono la tensione nervosa, stress e ansia e, persino, il senso di competizione nello sport.Non solo: digrignare i denti di notte influenza la qualitĂ  del sonno perchĂŠ è spesso associato agli scatti improvvisi delle gambe. A favorirne la diffusione sono anche i ritmi di vita sempre piĂš stressanti e alcuni comportamenti a rischio, quali il fumo o il consumo di alcolici; fra i giovani, inoltre, può manifestarsi come effetto secondario di alcune droghe sintetiche, come l’ecstasy.

 

Anche nei bambini
Il disturbo si presenta sempre piĂš spesso anche nei bambini sin dall’eruzione dei primi denti: “Nei piccoli rispecchia molte volte un normale processo di sviluppo del sistema nervoso centrale per cui si può considerare fisiologico almeno fino ai 12 anni”, chiarisce Maggioni. Attenzione, però, perchĂŠ può essere il segnale di uno stato di disagio psicologico magari legato alle ansie scolastiche o sportive. Inoltre, recenti studi hanno appurato che si associa spesso anche alla presenza di apnee notturne per cui, oltre che andare dall’odontoiatra, gli esperti consigliano di fare anche una visita dall’otorino-laringoiatra.

 

I segnali spia del bruxismo
Ad accorgersi del disturbo, infatti, può essere in primo luogo l’odontoiatra che, controllando la bocca, si accorge dell’usura dei denti e può osservare se si gonfiano i muscoli della mandibola o se c’è un iper-sviluppo dei muscoli masticatori. “Inoltre – aggiunge lo specialista – ci possono essere dei segni in bocca, come la linea alba cioè una ipercheratinizzazione delle guance oppure ancora la forma dell’arcata ‘stampata’ sulla lingua dovuta proprio al digrignamento dei denti”. Gli altri principali segnali spia sono la sensazione di tensione mandibolare al risveglio o di dolore dentale e la ricorrenza di cefalee muscolo-tensive. Per una diagnosi accurata, a volte si ricorre anche alla polisonnografia, un esame che serve a valutare l’aspetto del sonno in generale ma può essere utile anche per intercettare le attivazioni muscolari della mandibola mettendo degli elettrodi anche a livello dei muscoli masticatori.

 

Clinica Dentale Pianeta Sorriso
Dir. San. dott. Maurizio Maggioni
Via Zelasco, 1 – Bergamo
Tel. 035 213009

 

info@mauriziomaggioni.it
www.pianetasorriso.it

Articolo su www.bgsalute.it

A.I.O.L.A.